Alexander Lowen, padre della Bioenergetica, nacque a New York, città in cui visse tutta la sua vita tranne il periodo in cui studiò medicina a Ginevra (Svizzera). E’ stato paziente e allievo di Willhem Reich, medico, psichiatra e psicoanalista austriaco naturalizzato statunitense. Dopo aver conseguito la laurea in Medicina, studiò un nuovo metodo di analisi assieme al collega John Pierrakos, noto come analisi bioenergetica. Nel 1956 fondò a New York l’International Institute for Bioenergetic Analysis di cui ne fu direttore per quarant’anni.

Non bisogna confondere l’analisi bioenergetica dal concetto di bioenergetica. La Guida alla medicina naturale dall’A alla Z (Fasani, Gianfranceschi, Speciani, 1993) riporta la seguente definizione di bioenergetica:

La bioenergetica parte dal presupposto che ogni individuo disponga di un’energia vitale, essenziale sia per un’interazione fra corpo e mente, sia per il controllo degli stati fisici e di quelli mentali. L’energia a cui fa riferimento la bioenergetica è stata definita, a seconda degli influssi culturali, Qi (chi), forza vitale; tra i suoi effetti più facilmente riconoscibili, secondo i terapeuti, vi sono le variazioni del tono dell’umore.

Lettura consigliata: A. Lowen, Bioenergetica, 1983

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La nascita dell’analisi bioenergetica

Affonda le sue radici nell’opera di Sigmund Freud, la psicoanalisi, che secondo Willhelm Reich (allievo di Freud) era limitata alla produzione verbale del paziente. Infatti, Reich arricchì la psicoanalisi allargandosi all’osservazione del corpo come (fonte: IIFAB):

L’espressione degli occhi e del viso, la qualità della voce e i vari tipi di tensioni muscolari. Descrisse per primo quello che noi oggi chiamiamo linguaggio del corpo.

Questo approccio si concentra sulla pressione sui muscoli cronicamente in tensione. In questo modo i pazienti entravano in contatto con emozioni forti e ricordi dolorosi che fino a quel momento erano stati dimenticati. A questo punto il paziente iniziava a sembrare più vivo, come se avesse più energia. Per questo motivo Reich la chiamò energia “organismica” o “orgone”.

L’analisi bioenergetica

E’ un metodo di psicoterapia riconosciuto ufficialmente in Italia ai sensi della Legge 56/89. Fu proprio Lowen a introdurre il termine bioenergia e apportò nuove tecniche all’analisi bioenergetica. In particolare, introdusse il lavoro bioenergetico a casa e lo studio delle posizioni di stress e della respirazione per attenuare le tensioni del paziente. Quindi, l’analisi non si limitava al trattamento mediante pressione e manipolazione delle tensioni muscolari croniche. Secondo Lowen, le tensioni muscolari non favoriscono il flusso naturale di energia.

Una persona il cui flusso energetico è bloccato, ha perso una parte della sua vitalità e della sua personalità.

Concetti di base della bioenergetica

Il radicamento (grounding), introdotto da Lowen, descrive il contatto energetico tra la persona e la realtà. Affinché ci sia un buon contatto con la realtà è necessario che l’energia scorra liberamente in tutte quelle parti del corpo che sono a contatto diretto con il mondo esterno:  organi di senso, braccia e mani, gambe e piedi, pelle e organi sessuali. Quando l’energia scorre liberamente si dice che la persona è ben radicata, ovvero “ha i piedi per terra”.

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Quando si presenta un problema

Durante la nostra vita iniziamo a sperimentare che la libera espressione delle emozioni può scontrarsi con il rifiuto, l’umiliazione, la disapprovazione, la punizione. Per questo motivo iniziamo a controllare le nostre emozioni, sviluppiamo la tendenza a bloccare i muscoli coinvolti tramite tensioni croniche a noi inconsce. I principali blocchi che possono verificarsi:

  • Gola e mascelle. Ci impediscono di piangere, di gridare, di cantare, di gioire.
  • Spalle e braccia. Frenano sia il desiderio di aggredire, ma anche il desiderio di avvicinarci e abbracciare qualcuno.
  • Gambe e piedi. Frenano la nostra spinta ribelle, ma anche la nostra capacità di stare in piedi ed essere indipendenti.

Inoltre, tutti quei muscoli che collegano il tronco alle gambe come i muscoli della schiena e i glutei sono coinvolti nel controllo della sessualità e delle funzioni escretorie.

Il metodo in pratica

Una seduta di analisi bioenergetica prevede l’analisi del profondo sia del versante psichico sia di quello corporeo. I contenuti a livello mentale e affettivo necessitano di essere affrontati anche sul piano corporeo e viceversa. Ad esempio, la respirazione, il movimento e l’espressione corporea permettono l’emergere di vissuti emotivi inconsci che possono essere rielaborati a livello psichico. La regressione e successiva consapevolizzazione dei vissuti emotivi avviene coinvolgendo l’intero organismo, sia a livello psichico che somatico. L’obiettivo è quello di ristabilire il libero movimento dell’energia del corpo liberandolo dai blocchi che possono presentarsi a livello psichico, fisico e emozionale. L’Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica (IIFAB) definisce questo metodo come:

Una complessa combinazione di lavoro sul corpo e lavoro psicoanalitico costituisce l’essenza dell’Analisi Bioenergentica.

Fonte: IIFAB

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Principali opere disponibili in lingua italiana

Il linguaggio del corpo (1958, ed. 2013). La psicoanalisi così com’è praticata si limita a studiare il disturbo emotivo e spesso lascia paziente e analista insoddisfatti: manca l’anello che congiunge turbe emozionali e fisicità.

Bioenergetica (1975, ed. 2013). La bioenergetica è una tecnica terapeutica che si propone di aiutare l’individuo a tornare a essere con il proprio corpo.

Il narcisismo. L’identità rinnegata. (1983, ed. 2013). Con questa ricerca Alexander Lowen, lo psicoanalista che ha proseguito con più precisione e autorevolezza il cammino aperto da Wilhelm Reich, dà un contributo originale e illuminante alla comprensione di quello che sta diventando, a giudizio di molti, il male più diffuso e allarmante dell’uomo contemporaneo.