Lo psichiatra Wilhelm Reich a soli 27 anni era considerato da Freud uno dei suoi più promettenti allievi e gli fu affidata nel 1924 la direzione dei seminari didattici.


Agli inizi degli anni ’30 sviluppò una nuova procedura che chiamò “Analisi del Carattere” da cui prende il titolo il suo libro fondamentale che costituisce ancor oggi un testo base per ogni psicoterapeuta. Reich definisce carattere un sistema organizzato, costituito dall’insieme delle difese narcisistiche, nel quale corpo, emozioni e funzioni cognitive sono strettamente intrecciati. Con l’analisi del carattere esaminò attentamente come si formava la personalità e soprattutto come si strutturavano le resistenze del paziente che spesso impediscono all’analista di procedere nella terapia.

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Egli osservò con cura, non solo le comunicazioni verbali dei pazienti, ma anche i loro atteggiamenti e la postura, rendendosi conto che le difese si strutturano nel corpo stesso. Questa fu una vera rivoluzione, perché nella psicanalisi il corpo era quasi del tutto ignorato.
Sviluppando il suo pensiero e la pratica terapeutica, Reich scoprì che le emozioni si imprigionano nella muscolatura creando una corazza di contrazioni e di blocchi. Intervendo sulle contrazioni muscolari, si favorisce l’abreazione. Reich perciò intervenne direttamente sul corpo, con una serie di actings atti a consentire al paziente di prendere contatto con le sue emozioni ed esprimerle liberamente. Chiamò “Vegetoterapia” questo metodo: terapia del neuro-vegetativo.


Queste idee così rivoluzionarie per l’epoca, oggi fanno parte del bagaglio culturale della maggior parte delle psicoterapie; basti pensare a quanto si è diffusa nel mondo la Bioenergetica creata da Alexander Lowen che, non dobbiamo dimenticarlo, è stato allievo di Reich, di cui spesso parla nei suoi libri definendolo il suo maestro.
Nell’ultima fase della sua ricerca Reich chiamò il suo metodo Terapia Orgonica o Orgonoterapia (da energia orgonica) per cui i terapeuti formati da lui o dai suoi allievi che ha riconosciuto come analisti didatti, sono chiamati anche orgonoterapeuti.

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Dal 1933 al 1939 in seguito all’ascesa al potere di Hitler si allontanò dall’Austria e visse in Danimarca, Svezia e Norvegia formando nuovi allievi. In particolare in Norvegia diede al dottor Ola Raknes l’autorizzazione ad insegnare il suo metodo e a rilasciarne attestato (O. Raknes: Wilhelm Reich e l’Orgonomia, ed. Astrolabio).
In Italia in seguito alla pubblicazione nel 1960 del libro di Luigi De Marchi: W. Reich – Biografia di un’idea (Sugar Ed.), si sviluppò un movimento che a Napoli portò nel 1968 alla fondazione del Centro Studi W. Reich, di cui insieme ad altri psichiatri e operatori del settore faceva parte Federico Navarro, neuropsichiatra. Nel Centro si organizzarono seminari, conferenze, gruppi di studio e psicoterapia, privilegiando più il pensiero sociopolitico di Reich che non la teoria e la metodologia analitica.
Nel 1970 vennero pubblicati i Quaderni Reichiani.


In seguito Federico Navarro decise di approfondire tutta la parte analitica di W. Reich invitando Ola Raknes ad andare a Napoli e sottoponendosi insieme ad altri colleghi ad un training intensivo ad opera dello stesso. Va sottolineato che Federico Navarro aveva una formazione psicoanalitica essendo stato allievo di Marco Levi Bianchini a cui si deve l’introduzione della Psicanalisi in Italia.

Un breve documentario e un’intervista alla figlia Eva Reich